venerdì 24 aprile 2015

Recensione: La regina dei Leviatani, di Fabrizio Cadili e Marina Lo Castro edito da Dunwich edizioni

Buongiorno a tutti cari lettori, dedico il post di oggi al terzo episodio della serie Infernal Beast edito dalla casa editrice Dunwich, specializzata in horror tutto made in Italy: La regina dei Leviatani di Fabrizio Cadili e Marina Lo Castro.

Titolo: La regina dei Leviatani
Serie: #3 Infernal Beast
Autore: Fabrizio Cadili e Marina Lo Castro
Editore: Dunwich edizioni
Pagine: 104
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La trama: Le giornate di Jean scorrono tranquille a São Sero, villaggio sorto in prossimità di una grattacielo in disfacimento all’interno della giungla amazzonica. Dopo un’esistenza difficile e violenta, vive finalmente sereno insieme alla sua famiglia, con il solo compito di proteggere i concittadini dalle bestie mostruose e dai selvaggi che popolano la foresta. Jean è infatti un Cacciatore mutato dal Virus, che lo ha dotato di una resistenza straordinaria e di misteriose quanto letali Falci che scattano fuori dagli avambracci. Ma qualcosa cambia quando uno zeppelin con il simbolo dell’Illuminato atterra poco distante da São Sero. A bordo vi è il Nobile Riberio che, con la scorta del mercenario Rice, invita Jean a partecipare al più grande spettacolo mai organizzato in un’Arena: lo scontro contro un Leviatano Corazzato. Per sconfiggerlo, però, servirà il lavoro coordinato dei migliori Cacciatori sul pianeta, e bisognerà convincerli a partecipare a un combattimento che sembra più un suicidio. E il primo da persuadere sarà proprio Jean.

La recensione: Oramai mi sto affezionando a questa serie, lo dico sinceramente. Una serie di racconti lunghi accomunati dalla medesima ambientazione, ma con protagonisti che cambiano volta volta, uniti dallo stesso destino.

Questa volta ci troviamo in un piccolo villaggio, a São Sero, nella giungla, ambientazione piuttosto differente dal primo episodio della serie Libera i cani di Veronica Tomasiello. Quello che ci propongono invece Fabrizio Cadili e Marina Lo Castro è forse più simile al secondo episodio  Feras Infernalis di Uberto Ceretoli, dove Adamo è costretto a venire a patti con se stesso e tornare a combattere per la sopravvivenza.
Questa volta ci troviamo in una giungla inospitale, dominata dalla vegetazione, dove l'unico segno di civiltà sembra essere un grattacielo che ha visto tempi migliori, in compagnia di Jean Alvarez. Lui è un mutato come tanti, colpito dal virus, col compito di proteggere gli abitanti del suo villaggio, compresa sua moglie e suo figlio, dalle belve che popolano i dintorni. Poi le cose cambiano e dopo una strage, dove pochi restano incolumi, Jean decide di accettare l'offerta che gli viene fatta da un ricco uomo che si fa chiamare l'Illuminato. Non avendo più nessuno a cui voler bene il protagonista decide di combattere nell'arena assieme ad altri mutati come lui contro uno dei più temibili esseri: un Leviatano Corazzato. Riuscirà la nostra squadra a vincere e portare a casa la vittoria?

Ho trovato questo nuovo episodio molto differente dagli altri dal punto di vista strutturale. Mentre gli altri presentavano una trama più libera in questo caso il lettore si trova di fronte a qualcosa di più inquadrato. C'è un'introduzione, lo scoppio della tragedia nel villaggio, il reclutamento dei combattenti e, successivamente, il finale. Questo può avere più significati. Se da una parte abbiamo il piacere di avere sott'occhio una storia ben comprensibile dove il lettore conosce già la strada che andrà a percorrere, dall'altra non ha invece il brivido di venir spiazzato con qualche colpo di scena. Questo mi è dispiaciuto un po', perchè da subito ho nutrito un profondo affetto per Jean, e vedere che già aveva il destino segnato dopo la strage al villaggio è stato un vero peccato.
Niente da dire sull'uso del linguaggio che sempre risulta comprensibile e scorrevole, gestito in modo tale da rendere accattivante lo scontro nell'arena tra il Leviatano Corazzato e la squadra di Jean. Forse un po' troppo sbrigativo questo, ed eccessive descrizioni di altri aspetti che forse interessano meno. Considerato che il pezzo forte di questo episodio è proprio lo scontro con questo mitico animale mi sarei aspettato delle descrizioni un po' più approfondite, il piano di Jean e il mercenario Rice invece inizia subito a fare acqua da tutte le parti concludendosi in maniera sommaria e che lascia qualche punto interrogativo...

Un racconto questo che va oltre la storia. Il vero valore che traspare dalle pagine (seppur elettroniche) non è tanto quello che ci si si aspetterebbe dal terzo episodio della serie, ovvero uno scontro all'ultimo sangue tra mutanti per il gusto di coloro che non hanno più nulla con cui divertirsi, ma bensì l'amore per la famiglia e tutto ciò che siamo disposti a fare pur di continuare a farne parte.
Cosa non da poco.

mercoledì 22 aprile 2015

Novità sulla Bancarella del libro!

Ciao cari lettori! Sono qua oggi per segnalare una paio di novità che recentemente mi sono pervenute e adesso voglio condividere con voi. Si tratta come sempre di  lavori di autori emergenti che vi suggerisco di visionare. Troppo spesso spendiamo tempo e denaro per autori famosi  ma che poi non ci soddisfano, perchè allora non dare spazio al nuovo?

Titolo: Acqua Naiade
Autore: Andrea Schiavone
Editore: Wizards and Blackholes
Genere: Fantasy
Pagine: 34

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La trama: Ad un ambizioso e inesperto uomo d’affari viene offerta la possibilità di siglare un contratto milionario dal signor Casati, un eccentrico imprenditore multimilionario. Ma prima della firma ufficiale, l’anziano magnate del gruppo Acqua Naiade, produttrice di una linfa dalle miracolose facoltà, rivelerà al giovane il segreto della sua scalata al successo, ripercorrendo le tappe della sua giovinezza alla ricerca di un essere sovrannaturale e della sua vecchiaia corrotta proprio da questa entità fantastica e spietata. Il prezzo del successo assume delle forme seducenti e mostruose, ed il giovane si ritroverà a fare i conti con un’eredità allettante ma dai risvolti fatali.

Titolo: Travolto da una insolita  slavina mi sono messo a parlare con Dio
Autore: Yanez De La Carretera
Editore: Lettere Animate
Genere: Narrativa
Pagine: 91
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La trama: Ignazio De La Luz e il suo amico Fernando Interrato vengono travolti da una slavina durante un'escursione in alta montagna. I due trovano rifugio in una grotta dove passano diverse ore prima che arrivino i soccorsi. In quelle ore Nanni (Ignazio) rivive i momenti della sua vita raccontandoli all'amico che nel frattempo, caduto in ipotermia, è scivolato in uno stato di coma irreversibile. Attanagliato dal freddo e dalla fame il protagonista di questo racconto passa da momenti di lucidità a momenti di estasi in cui, vedendosi già morto, inizia a parlare con Dio interrogandosi sui perché della vita. Il finale a sorpresa è garantito.

lunedì 20 aprile 2015

Recensione: Il segreto delle labbra, la nuova silloge di poesie di Matteo Rolleri

Benritrovati cari e fedeli lettori! In questo periodo siamo in vena di revival (si si lo so è anche il titolo del nuovo di King) perchè oggi ritroviamo un autore, un poeta, che molto tempo fa fece la sua comparsa su queste pagine con Quello che gli occhi non vedono: Matteo Rolleri. 
Stavolta il titolo è Il segreto delle labbra e mi accingo a recensirlo!

Titolo: Il segreto delle labbra
Autore: Matteo Rolleri
Editore: Rupe Mutevole
Pagine: 108

Sinossi: Immaginate i sentimenti che amate (o dei quali avete paura) e magicamente questo libro inizierà a entrare in voi, bussando lievemente alla porta e chiedendo permesso, prima di pulirsi le scarpe impolverate dal lungo cammino.Paure colorate di nero e piccole gioie multicolori che si eleveranno dalla pagina tinta d'inchiostro e aleggeranno attorno a voi, facendosi percepire con tutta la loro forza. Non temete, non vi faranno del male, sono soltanto i sentimenti dell'Autore che ha deciso di aprirsi con voi come si fa con un vecchio amico. Un amico che ancora non conoscete, ma che state apprezzando attraverso le sue sincere parole. Amicizie, amori nuovi e passati, dolori che vi sembrerà di poter toccare con mano, mormorate preghiere per quel briciolo di felicità che tutti desideriamo, che tutti invochiamo. Che tutti meritiamo...Amore... quel sentimento che ci fa vivere, ci fa piangere, ci fa respirare...Ci sono ricordi belli e dolorosi, ricordi che vorremmo dimenticare ma che non vorremmo mai scordare, uno scontro infinito tra noi... e noi. Mi fermo qui, non voglio tediarvi oltre con le mie parole, vi lascio in compagnia di pensieri nobili e sinceri, ed è la miglior compagnia che possiate desiderare... (Prefazione di Roberto Baldini)

La recensione: Detto fra noi non mi aspettavo di ricevere il nuovo libro di Matteo Rolleri quando mi ha contattato nuovamente per avere una recensione. Così eccomi qua adesso a dare un mio parere su quella che è la sua nuova raccolta di componimenti poetici.
E' ancora una volta l'amore il motore portante che lega le poesie del suo libro. Una serie di pensieri e sensazioni accompagna il lettore attraverso le pagine in un susseguirsi di flash che portano indietro nel passato.
Il linguaggio usato da Rolleri nei suoi lavori è scarno, spiccio, semplice, i suoi componimenti non durano che una frazione di secondo che descrive un attimo, un momento della storia vissuta dal poeta durante una sera d'estate in compagnia di un ragazzo che gli ha fatto capire che cosa sia l'amore. Come accade spesso però il grande amore è costellato di sofferenze e delusioni, ed ecco che dopo aver raggiunto l'apice della felicità comincia una lenta e inesorabile discesa nei meandri della sofferenza emotiva.
Pur non avendo una logica e una temporalità, che forse in una raccolta del genere sarebbe doveroso per far capire il corso degli eventi, si possono facilmente distinguere i momenti che separano il prima, ossia il momenti dell'incontro e dell'innamoramento, dal dopo, i momenti dello sconforto e della chiusura in se stessi. Rolleri dipende molti dei temi poetici legati all'amore, come ad esempio il cuore trafitto, il riflettersi dell'anima nello specchio, lo sguardo che inizialmente ammalia e successivamente abbandona, il cielo stellato che fa da cornice  all'amore che divampa.
Ho apprezzato moltissimo i componimenti in cui traspariva qualche dettaglio in più della storia vissuta realmente dal poeta, dove i momenti descritti facevano pensare a qualcosa che andava oltre la pagina scritta, qualcosa di reale. Mi è dispiaciuto invece trovare in altre poesie il ciclico ritorno di molte parole, il ripetersi di termini che già erano stati usati o stati d'animo descritti allo stesso modo senza una più approfondita ricerca del lessico attraverso sinonimi.

La raccolta resta comunque una grande prova per Rolleri, come già dissi la volta scorsa, è un piacere vedere che ci sono persone che non si dilettano a scrivere soltanto romanzetti a sfondo erotico, ma anche quelle che si cimentano in qualcosa di più complesso. Un grazie quindi va all'autore di questa raccolta per averci fatto riflettere, ancora una volta, con i suoi occhi...

giovedì 16 aprile 2015

Come imparare il greco antico: alfabeto, pronuncia e vocabolario

Buongiorno a tutti quanti! Un post anomalo quello che mi accingo a scrivere me ne rendo conto. Questo post vuole essere una piccola giuda secondo quella che è la mia esperienza di studio della lingua greca. Quando mi sono deciso a studiarla in modo più serio mi sono trovato di fronte a non poche difficoltà, prima fra tutte il fatto che provengo da un liceo tecnico e sia il greco che il latino non hanno mai fatto parte del mio bagaglio culturale. Purtroppo. Secondo il dover fare i conti con un lingua flessiva e molto articolata. Nonostante questo non mi sono lasciato scoraggiare e con un approccio del tutto personale mi sono messo a studiare.

Ecco che adesso vorrei poter scrivere qualche riga e dare qualche consiglio su quale siano i metodi migliori a coloro che si avvicinano per la prima volta a questa lingua così ricca di sfumature.

L'alfabeto


Il primissimo passo da compiere per l'apprendimento del greco antico è senza dubbio conoscere l'alfabeto. Come si può notare molte delle lettere, specie quelle in maiuscolo, sono uguali a quelle della lingua italiana e sono quindi più facili da memorizzare.
Il consiglio:
  • Si memorizza meglio riscrivendo l'alfabeto più di una volta. Io ho riempito qualche pagina di quaderno per prendere confidenza con i vari simboli.
  • Iniziare memorizzando le lettere maiuscole e poi quelle minuscole, che poi sono quelle usate più di frequente.
  • L'apprendimento è facilitato dal fatto che molti di questi simboli sono usati spesso anche nelle formule algebriche o fisiche (es. Pi greco, lambda, alfa, beta...).
  • Suggerisco di raggruppare i simboli di zeta, theta, xi, psi, chi, phi e mandarli a memoria dopo aver memorizzato il resto. Sono simboli che esulano dalla nostra sfera e hanno una pronuncia più particolare.
  • Molti utilizzano inizialmente l'alfabeto greco scrivendo parole italiane, io lo sconsiglio vivamente, primo perchè è bene utilizzarle nel giusto modo, secondo perchè ha poco senso scrivere caratteri in greco che hanno un significato completamente differente.
  • La sintassi greca è molto diversa dall'italiano, prima entriamo in quest'ordine di idee più agevole sarà il nostro studio successivamente.

La pronuncia

Mandando a memoria l'alfabeto e riconoscendo le singole lettere anche per come sono scritte per esteso abbiamo, senza volerlo e in maniera del tutto naturale, appreso anche quale sia la pronuncia delle singole lettere. La prima lettera con cui comincia il nome di uno dei simboli greci è come si pronuncia quel simbolo all'interno di una parola:
Es. Alfa si pronuncia "a", upsilon di pronuncia "u", epsilon si pronuncia "e" e via dicendo.

Fanno eccezione i caratteri che ho menzionato prima:
Theta si pronuncia "th" come in inglese.
Xi si pronuncia "csi".
Phi si pronuncia "fi".
Chi si pronuncia "ch" aspirata.
Psi si pronuncia "ps".

Vocabolario: quale scegliere?

Coloro che volessero avere un supporto lessicale per apprendere la lingua e volesse scegliere un vocabolario consiglio quanto segue:

Vocabolario Zanichelli

Questo dizionario solitamente viene consigliato ai ragazzi che cominciano lo studio del greco antico al liceo. Si tratta di uno strumento di lavoro creato apposta per facilitare la ricerca dei lemmi. Scritto e stampato in modo da evidenziare le parole di interesse e dare una semplice e immediata spiegazione senza fronzoli.
Adatto per una ricerca veloce e un aiuto per tutti coloro che studiano da poco la lingua classica o si accingono a farlo da autodidatti.


Vocabolario Rocci

Questo vocabolario è di un altro livello. Oltre ad avere uno spessore (e una pesantezza) differente ha pure un contenuto diverso. Questo volume contiene parecchi più lemmi rispetto a quello della Zanichelli, ma se da una parte più risultare di più difficile consultazione a causa dei suoi caratteri microscopici, dall'altra presenta una più ampia chiarificazione dei significati etimologici e quindi più preciso. Tra i due io sceglierei questo, è costoso, ma ne vale davvero la pena.





Tuttavia essendo il greco una lingua che non è possibile studiare senza un tavolino di fronte, ci sono pure persone che, come me, all'inizio si sono arrangiate con un piccolo dizionarietto tascabile. Molto più leggero e abbordabile dei fratelli colossi.

martedì 14 aprile 2015

Recensione: Avventura alla stazione di servizio, di Pietro Gandolfi edito da Dunwich edizioni

E' con grande piacere che torno per recensire il nuovo lavoro di Pietro Gandolfi edito dalla Dunwich edizioni, casa editrice specializzata in horror made in Italy. Già apparso su queste pagine grazie a William killed the Radio Star, torna adesso con un nuovo e inquietante racconto dalle tinte forti. Fortissime.

Titolo: Avventura alla stazione di servizio
Autore: Pietro Gandolfi
Editore: Dunwich edizioni
Pagine: 62
Genere: Horror
Prezzo: 0,99

La trama: Nathan è un bambino come tanti; ha un padre, una madre, forse qualche sogno nel cassetto. È un normale pomeriggio per lui e, anche se è costretto a trascorrerlo nei pressi di quello squallido diner, nulla lascia intendere quanto una manciata di ore si dimostrerà importante per il suo futuro. Nathan scoprirà il valore della propria indipendenza, il piacere dell’amicizia e forse persino l’amore. E il sesso... un mondo nuovo ai suoi occhi ancora innocenti. Ma verrà a conoscenza anche del lato oscuro dell’uomo e forse si perderà nel vortice generato dalla sua violenza. Dopo quel pomeriggio, Nathan non sarà mai più lo stesso:crescerà fino a diventare una persona migliore, di sicuro diversa e, chi può dirlo, forse addirittura un uomo. Perché in fondo la sua strada è solo all’inizio. Avventura Alla Stazione di Servizio è un racconto di formazione, è il percorso di dannazione di ognuno di noi.

La recensione: Confesso di aver gioito quando la casa editrice mi ha accordato la recensione del nuovo di Gandolfi, l'altro suo lavoro che ho letto mi è piaciuto così tanto che non potevo fare altrimenti.
Stavolta ci allontaniamo dalla sonnolenta cittadina dove ha sede la radio dove il protagonista di William killed the Radio Star  lavora e ci spostiamo in un piccolo sobborgo residenziale.
Siamo in compagnia di Nathan, un ragazzino di dodici anni, a cui tocca accompagnare il padre che per lavoro consegna candele nelle chiese disseminate per la città e i dintorni.
Stavolta però il destino ha qualcosa in mente per loro, invece che le solite discussioni su come mai la loro famiglia non è più quella di una volta. Proprio mentre si allontanano dalla città la macchina inizia a dare di matto e sono costretti a fermarsi in una stazione di servizio. E per Nathan inizia un pomeriggio che non si aspettava.
Dopo aver fatto insignificanti acquisti da stazione di servizio, in attesa che il padre ripari la macchina, Nathan inizia ad esplorare i dintorni in cerca di tranquillità, e fa conoscenza di un ragazzino dal sesso non ben definito che gli propone di fare un salto a casa sua e stare un po' insieme.
E' l'inizio dell'incubo.

Una delle cose che mi hanno colpito e mi sono piaciute di questo racconto di Gandolfi è stata l'ambientazione. Forse per l'autore è un motivo ricorrente, visto che anche la volta scorsa ci trovavamo in una situazione claustrofobica, ma un'ambientazione malsana da far accapponare la pelle era quanto di meglio si potesse chiedere. L'abitazione dove vive il nuovo amichetto del protagonista è infatti perso nel bosco e l'interno non è propriamente quello che definiremmo "un ambiente sano"., è sporco, ingombro di abiti usati, mobili sfasciati. Ecco che ancora mi ritrovo a dover fare riferimento a Non aprite quella porta, il famoso film horror, dove la cattiveria, il dubbio orientamento sessuale e uno strano uso delle parti anatomiche fanno tremare di paura. Ma non è tutto. Dentro la casa vi è un altro personaggio che avrà un ruolo determinante all'interno della faccenda ma che in qualche modo subirà le angherie che il destino gli riserva...senza poter fare nulla.

Un racconto che comprime nelle sue poche pagine un orrore spietato, cattivo, cinico, disperato. Un vero pugno nello stomaco per il lettore che, come me, non aveva idea di che cosa si sarebbe trovato a leggere. Un viaggio all'interno della mente umana, che mostra tutte le perversioni che possono nascere quando non si vive con dei genitori più o meno responsabili. Questo è quello che il protagonista del racconto apprende da questa avventura. Un viaggio di crescita, come lo chiama lui, una crescita ne modo sbagliato e con la compagnia sbagliata però. Una formazione non convenzionale in un'età in cui i problemi di un 12enne dovrebbero essere altri.
La pecca di questo racconto, sempre se così possiamo chiamarla, è che pur presentando delle tematiche attualissime (il problema del bullismo, la solitudine che si prova quando nessuno ci capisce, l'avere dei genitori che non si vogliono più bene, l'alcolismo ecc.) il lettore non le desume dai comportamenti del protagonista, ma direttamente dal suo modo di pensare. Scaturiscono dalla sua mente. Per quanto un ragazzo di dodici anni possa già avere le idee molto chiare su che cosa senta o provi, ho trovato strano che a quell'età fosse già in grado di fare ragionamenti di quel tipo e quel tipo di collegamenti, soprattuto in riferimento al "rito di passaggio", a come certe cose debbano per forza andare in quel modo perchè sono parte della sua indipendenza. Chi a dodici anni pensa già di dovere andare via di casa e dover accettare le prove che la vita gli mette davanti per metterlo alla prova e capire se è degno? Se Nathan avesse avuto magari quindici anni sarebbe già stato differente.

Un romanzo breve non adatto ai deboli di cuore, soprattutto per la presenza di scene forti non facilmente digeribili. Adattissimo però a tutti coloro che amano l'horror, le storie ai limiti della follia, e i personaggi totalmente fuori di testa che compiono azioni scellerate.
Ho bevuto questo racconto e sarei felice di poterlo rileggere tra qualche tempo, magari in attesa di un seguito...perchè alla fine anche io sono un adepto di questo tipo di avventure.
Grazie Gandolfi per averci regalato questo gioiellino.

Coloro che volessero leggersi Avventura alla stazione di servizio possono cliccare QUI.

sabato 11 aprile 2015

Recensione: Diurno imperfetto, di Matteo Bertone edito da Nero Press edizioni

Titolo: Diurno imperfetto
Autore: Matteo Bertone
Editore: Nero press edizioni
Pagine: 194

La trama: Durante una delle noiosissime serate di poesia organizzate da Vera, la sua compagna, una strana bambina, mai vista e pure un po' inquietante, lo punta e gli predice la morte. Così iniziano le intricate avventure del protagonista, un giovane farmacista che dopo quel bizzarro episodio si ritrova vittima delle insane macchinazioni di una congrega di presunte vampire che lo trascinano in un universo fatto di rituali orgiastico-dionisiaci consumati nell'oscurità di misteriosi goth club, dove la musica dark e le sonorità anni Ottanta riportano a galla ricordi sopiti nella parte più recondita della sua coscienza. E in quei ricordi è nascosto un segreto che tutti, tranne lui, sembrano conoscere o per lo meno intuire. Il professor Follini, cliente abituale della farmacia in cui lavora, insiste per tenergli lezioni sul vampirismo. Il suo psicologo, Fungo, diviene ancor più sibillino e sfuggente del solito. Una vecchia poetessa arcigna e presuntuosa, amica di Vera, sembra sapere qualcosa di lui che egli stesso ignora. Arriverà la bella e misteriosa Cassandra ad aiutarlo nella ricerca delle sua vera natura, conducendolo per mano - una mano a tre dita - fino alla rivelazione finale.

La recensione: Attratto come sempre dalle storie di vampiri, non ho esitato un secondo nella scelta di questo romanzo proposto dalla Nero Press edizioni. Nonostante il lavoro mi porti via del tempo, sono riuscito a terminare questo libro in tempi record proprio grazie alla storia.
Se ne scrivono un sacco ogni anno di libri sui vampiri ma sono felice di vedere che ci sono storie che pongono il genere da un'altra prospettiva.
Quella che il lettore si trova davanti aprendo Diurno Imperfetto è una storia anomala. Non sono presenti le inquietanti atmosfere di Dracula, o gli scintillanti succhiasangue in stile Twilight (che hanno rovinato il fascino del loro genere solo per andare incontro a gli adolescenti), ma un altro stile ancora: l'incontro del mondo reale con quello dark.

I personaggi: La trama è quella che potete leggere nell'infobox, non dirò quindi altro che possa svelare o rovinare la sorpresa ai futuri lettori. Posso aggiungere però che il punto forte è senz'altro il protagonista principale che, come un moderno Odisseo, si trova a dover affrontare numerose peripezie al fine di capire che cosa gli sta succedendo e che cosa vogliono da lui gli strani personaggi che gli orbitano attorno. Un personaggio dal carattere spigliato, il classico ragazzo di oggi che vive la sua vita cercando di essere felice, assieme a una fidanzata che lo trascina in posti improbabili ad ascoltare poesie di dubbio gusto. 
Se però da una parte abbiamo lui, capace di trascinare il lettore tra le pagine del libro come fosse niente, dall'altra abbiamo una serie di personaggi che forse avrebbero avuto bisogno di maggiore spazio per potersi esprimere al meglio. Tolta l'accolita di poetesse dedite al lato sofferente dell'animo umano, che risultano essere un gruppo che agisce come una persona sola e che fanno da contorno, troviamo Vera, la ragazza del protagonista. Una ragazza come tante, assillante, pressante, stressante, sempre uguale a se stessa, che pur sapendo che il fidanzato non sopporta certi tipi di incontri se lo porta sempre dietro minacciando il loro rapporto. Un personaggio che, benché abbia degli espliciti tratti, non ha sfumature di nessun tipo e inscena liti col fidanzato ai limiti dell'assurdo, al punto che non si capisce come mai il nostro protagonista, visto il suo carattere, non la scarica in favore di qualcosa di meno impegnativo e con più cervello.
L'altro personaggio di spicco del romanzo è l'amico analista fai-da-te, Fungo. Un personaggio strambo che conduce una vita stramba, lavora in casa e assiste la madre malata in modo discontinuo. Il suo passatempo? Gli strip club. Lui costituisce in un modo eccentrico la coscienza del protagonista, funge da suo consigliere nonostante gli scarsi risultati.
Colei che invece gioca un ruolo determinante nella storia è la figura di Cassandra, una ragazza che spunta dal nulla e che nasconde un legame con la setta nel quale finisce il nostro eroe. Personaggio poco sfruttato però, quello di Cassandra, che appare poche volte e per troppo poco tempo all'interno della storia per essere quella che invece sembra conoscere molto bene cosa si nasconde nell'animo del protagonista. Una sorta di angelo custode che appare per sistemare la situazione quando diventa troppo complicata.

La storia e il mio giudizio: Quello che viene raccontato da Matteo Bertone in questo libro, fa sorridere e passare momenti di divertimento durante la lettura nonostante i numerosi cliches del genere vampirico, come ad esempio le orge di sangue, le vampire coperte di soli veli assetate di sesso e i locali goth. Tutto quanto scorre in modo lineare e preciso, una piccola pecca però contraddistingue molti dei capitoli, ossia il fatto che il protagonista vive delle esperienze strane e sconvolgenti che si ripetono all'interno delle pagine senza cambiare mai e soprattutto senza che lui si ponga delle domande al riguardo. Ogni sua esperienza con il mondo vampiro finisce con una perdita di coscienza, uno svenimento. Come mai il protagonista non si fa delle domande specifiche? Perchè anche se tutti gli dicono che è il prescelto non si spaventa quasi e non cerca di capire davvero cosa gli stanno dicendo? Diciamo che personalmente da questo punto di vista avrei forse desiderato qualche dettaglio in più, qualcosa che desse alla storia una connotazione ancor più tetra.
Resta il fatto che il lavoro di Bertone resta qualcosa di godibile a 360°, capace di soddisfare sia coloro che non hanno molta confidenza con i succhiasangue, sia chi invece è un devoto seguace...sempre con il sorriso sulle labbra.


Il sito dell'autore Matteo Bertone
La pagina fb di Diurno imperfetto

giovedì 2 aprile 2015

Recensione: Soulmates, di Alessia Coppola edito da Dunwich Edizioni

Titolo: Soulmates
Autore: Alessia Coppola
Editore: Dunwich Edizioni
Pagine: 52

La trama: Il volto di Gabrielle è l'unico ristoro per il cuore di Ayku, tramortito dalla rabbia e dal dolore per essere stato strappato dalla propria terra. Il loro amore infrange le barriere delle convenzioni e divampa come una fiamma. Ma accade qualcosa di inaspettato. Un Chronat, un demone, si insinua nella vita di Ayku, costringendolo a un patto oscuro. La fine diventa principio.

La recensione: Una prima considerazione penso vada fatta alla scelta della copertina, che trovo davvero azzeccata. Spesso capita di trovarsi di fronte copertine con due innamorati presi dalla passione, la copertina di Solulmates però ha qualcosa in più. Non è volgare e presenta i dettagli delle piume che arricchiscono e incorniciano la copertina creando assieme ai riflessi del blu una bella atmosfera.

Ho sentito spesso parlare di Alessia Coppola, anche per la sua pubblicazione di Rebirth, ma non mi ero ancora lanciato nella lettura di qualcosa di suo, adesso grazie alla Dunwich Edizioni ho avuto modo si provare. 
Prima di dare un giudizio su un libro in genere attendo di essere a buon punto al fine di poter avere un quadro più chiaro della situazione davanti a me. Sono rimasto sorpreso quando poco dopo aver iniziato questo romanzo breve ho scoperto di esserne già stato catturato.
Quella che il lettore si trova di fronte è una storia che ci porta indietro nel passato, quando gli indiani venivano venduti come schiavi per lavorare nelle tenute di coloro che li avevano comprati. Questo è ciò che accade al protagonista, Ayku, il cui destino si incrocia con quello della bella Gabielle, figlia dell'uomo per cui lavora il ragazzo. L'amore tra i due divampa, ma uno strano messaggero porta ad Ayku la notizia che suo fratello è in pericolo e l'unico modo per poterlo salvare è stipulare un orribile patto con un demone oscuro che scaglia su di lui una maledizione della durata di tredici giorni...poi la sua anima apparterrà al mondo delle ombre.

Quello che più di tutti colpisce di questa storia è il mondo in cui viene raccontata. Una sottile linea poetica pervade i suoi paragrafi dall'inizio alla fine, rendendoli unici e carichi di tenerezza. Un racconto prequel, che come altri nel suo genere, purtroppo si consumano troppo presto e velocemente. Sarà forse perchè ho avuto modo di leggerlo in ebook ma quando qualcosa "ti prende" ho sempre la sensazione che duri un soffio. 
Nonostante la copertina e il titolo possano far pensare a qualcosa di più legato all'universo femminile in realtà non è così, perchè la storia ha tutte le carte in regola per poter essere apprezzato anche dal genere maschile. Numerosi infatti sono gli accadimenti legati a un mondo ostile e oscuro.

Un racconto che fa pensare a quanto l'amore sia importante nella nostra vita e a quanto sia difficile doverci rinunciare per non perdere tutto quanto. Il tutto raccontato con sapiente leggerezza che rende ancor più significativo un finale aperto e che fa venir voglia di leggere il seguito per scoprire chi sia la ragazza misteriosa verso cui le anime gemelle di Ayku e Gabrielle sembrano veleggiare...